23 Novembre 2017
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Storia
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Storia di una squadra Ponteaegolese
In quegli anni il paese contava non pi di 1800 anime ed era dislocato lungo la via toscoromagnola in nuclei di abitazioni.

Le prime concerie iniziavano la produzione ed occupavano un centinaio di persone, il resto erano contadini e mezzadri.
Le pelli venivano stese sui prati ad asciugare e quando erano asciutte e venivano tolte, su quegli spiazzi scoloriti, un gruppo di giovani iniziava a tirare calci a dei palloni bitorzoluti e cuciti a mano.

Furono due ragazzi che organizzarono la prima squadra in Ponte a Egola, Otello Marianelli e Rolando Ronisi, che tutti chiamavano “Rocco”.

Si giocava nel poco tempo che il lavoro lasciava a disposizione sulla piazza centrale, l’attuale piazza Stellato Spalletti. 
Si disputavano brevi tornei con le vicine San Romano, Le Capanne, La Rotta ed il gioco era, per cos dire, piuttosto “maschio”. 

I primi veri campionati organizzati si iniziarono a vedere in epoca fascista e il Ponte a Egola venne inserito nella zona empolese. Si ricordano partite simili a battaglie e finali in rissa con fuga in bicicletta.

Gi allora lo spirito agonistico si accendeva soprattutto nelle sfide contro i “colletti bianchi” di San Miniato che spesso le prendevano dai “conciai” pontaegolesi.

Purtroppo incombeva la seconda guerra mondiale e a Ponte a Egola iniziava a manifestarsi un certo malessere nei confronti del regime fascista.
A tal proposito, come atto di prepotenza, due capi del fascio locale costruirono una fontana nel centro della piazza per impedire che si continuasse a giocare a calcio.

Il calcio continu lo stesso spostando il campo pi vicino alla chiesa e quando la guerra fin riprese da dove era stato sfrattato, facendo saltare la fontana a colpi di bombe a mano. 
Atto che testimoniava soprattutto un concreto desiderio antifascista e di rinascita sociale.

Il tempo per era passato e nel opoguerra anche il paese iniziava a cambiare, la piazza doveva essere destinata ad altri scopi e non era pi a norma alla luce dei nuovi regolamenti. 

Inizialmente si era pensato di andare in zona La Catena, ma la continua espansione demografica mise i bastoni tra le ruote al progetto.
Passarono quindi degli anni difficili dal punto di vista sportivo e non si riusciva ad iniziare un’attivita calcistica programmata ed efficiente.

Diciamo subito che la questione dei colori neroverdi non del tutto chiara e definita.
 Gi in alcune foto degli anni 30 si vedono strisce di due colori, ma essendo in bianco e nero, non abbiamo la certezza che sia proprio neroverde.
Alcuni affermano che siano stati scelti in omaggio alla squadra del Venezia che venne alla ribalta nazionale nel 1940 vincendo la Coppa Italia, altri dicono che tali colori siano stati proposti o dal presidente Carmelo Marianelli o dal dr. Emilio Matteucci.
Il nome e lo stemma
Quando finalmente il comune di San Miniato concesse un terreno su cui costruire l’attuale “Leporaia”, innumerevoli discussioni ci furono per decidere il nome e l’emblema della nuova squadra.
Ci si accord sullo stemma della conceria di Goliardo Lastrucci, che appunto vedeva una lepre che saltava sopra un ponte sull’ Egola.
La prima affiliazione alla FIGC avvenne con il nome di U.S. Ponte a Egola nel 1957 e si inizi la regolare attivit nel campionato di III cat. dilettanti nel 58/59.
Solo nel 1959 la squadra prese il nome di Tuttocuoio, denominazione risalente al fatto che Ponte a Egola in quegli anni si distingueva per la predominante produzione di cuoio da suola.
E’ di questo periodo infatti l’usanza di chiamare la squadra del paese con la caratteristica predominante delle attivita lavorative paesane (vedi Cuoiopelli).
La storia moderna
Subito i primi anni la squadra sale in II categoria e vi rimane abbastanza con alterne vicende fino al 64/65 quando si ebbe il salto in I categoria dilettanti ed il titolo di campioni regionali.
Di seguito si ebbero 2-3 campionati di assestamento fino alla magica stagione 69/70 che vide il salto in Promozione dei neroverdi. Sempre in quell’anno il Tuttocuoio arriv a disputare la fase finale della coppa Italia.
Purtroppo solo la monetina neg quella gioia che nel 2010 si ripresa e con gli interessi. 

Nel campionato 71/72 finisce la breve stagione dei neroverdi in promozione e si retrocede in I categoria.
Iniziano a susseguirsi molti presidenti, da Consoloni a Starnini, fino a Ciampalini, Amorini, Quirici, Guazzini, Martelli. 
Purtroppo si parla sempre e soltanto di promozioni sfiorate e delusioni all’ultima giornata.
Sembra una maledizione che relega i neroverdi in I categoria e non vuole promuoverli nonostante anche impegni finanziari non indifferenti.
Addirittura nel camionato 81/82 neanche 14 vittorie e l’imbattibilit casalinga permisero la promozione.
 Nemmeno due anni dopo si riusc_ nell_impresa finendo terzi per colpa di uno scellerato pareggio con la Pecciolese.

Nell’ 84/85 si tenta il salto di qualit sotto la presidenza di Arsede Spinosi e di Senio Rigoli come ds ma non si va oltre a piazzamenti onorevoli.
Finisce l’era Rigoli e si passa sotto la gestione Trevisan-Bechelli, ma il risultato non cambia se non nelle dimissioni del presidente Spinosi.
 
Sar invece sotto la presidenza di Mauro Angiolini che i neroverdi arriveranno in un paio di anni alla ambita promozione. 
A tal proposito occorre ricordare il massiccio esodo in quel di Torre del Lago per lo spareggio promozione contro il Rosignano e vinto per 1-0, esodo secondo solamente a quello visto a Roma per la finale di Coppa italia del 2010.
Ed eccoci ai giorni nostri, pi o meno
I neroverdi si barcamenano nel campionato di promozione senza grandi sussulti e senza nemmeno grandi patemi fino ai primi anni 2000.
Dopo aver sfiorato una clamorosa retrocessione frutto anche di una decina di sconfitte consecutive, si riesce ad attezzare per il 2001/02 una buona formazione che regala la promozione in Eccellenza dopo un triangolare di spareggio con Signa e Subbiano. 

I neroverdi si salvano il primo anno ma retrocedono il secondo, oramai l’entusiasmo passato, la dirigenza stanca e datata, e si inforca la seconda retrocessione consecutiva. 
Siccome al brutto non c’ mai fine, si arriva anche a giocare un play out contro il Chiesina Uzzanese per la permanenza in prima categoria.

 Ecco che a questo punto arriva il colpo di coda, salvezza e cambio di gestione, siamo nel 2006.
 Dal 2006 ad oggi si registrano tre promozioni con due campionati vinti, una coppa toscana ed una coppa Italia. Quello che non si era verificato in cinquanta anni di storia si avvera in quattro.

 Per il domani dovrete solo avere pazienza.

Classifica

classifica alla 5° giornata 24-09-2017
SQUADRA PT
logo LentigioneLentigione12
logo Villabiagio Villabiagio 9
logo Imolese Imolese 9
logo RiminiRimini8
logo FiorenzuolaFiorenzuola8
logo Sangiovannese Sangiovannese 8
logo PianesePianese7
logo Sasso Marconi Sasso Marconi 7
logo ForlìForlì7
logo Vigor Carpaneto Vigor Carpaneto 6
logo Aquila Montevarchi Aquila Montevarchi 6
logo Sanmaurese Sanmaurese 5
logo Vivi Altotevere Sansepolcro Vivi Altotevere Sansepolcro 5
logo Romagna CentroRomagna Centro4
logo TrestinaTrestina4
logo Castelvetro Castelvetro 3
logo Mezzolara Mezzolara 2
logo Correggese Correggese 1
logo TuttocuoioTuttocuoio1
logo Colligiana Colligiana 1
[ continua ]

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